Scritto dal team tecnico di TS Assistenza – Installatori certificati Riello · Operativi a Vicenza e Padova dal 1997
Se il climatizzatore è acceso, soffia aria, ma la stanza non scende di temperatura, il problema di solito rientra in una delle sei cause che trovate in questa guida. La più comune in estate? I filtri intasati, che riducono la portata d’aria e mettono in crisi lo scambiatore. Ma ci sono anche situazioni più serie, come il gas refrigerante scarico o la ventola dell’unità esterna bloccata, che richiedono un tecnico.
Questo articolo vi aiuta a capire da soli qual è la situazione, cosa potete fare in autonomia e quando invece è il caso di chiamare assistenza.
I filtri catturano polvere, peluria e allergeni. Se non vengono puliti ogni due-tre settimane durante i mesi di utilizzo intenso, si riempiono fino a bloccare quasi completamente il passaggio dell’aria fredda. Il climatizzatore continua a girare, consuma corrente, ma raffredda pochissimo.
Come intervenire: spegnete l’unità, aprite il pannello frontale, estraete i filtri a rete e sciacquateli sotto l’acqua corrente tiepida. Fateli asciugare all’aria prima di reinserirli. Non usate detersivi aggressivi. Se i filtri sono molto grigi o deformati, sostituiteli.
Questa operazione è alla portata di tutti e non richiede nessun tecnico. Se dopo aver pulito i filtri il climatizzatore torna a raffreddare regolarmente, avete risolto.
L’unità esterna disperde il calore estratto dall’ambiente interno. Per farlo ha bisogno di aria che circola liberamente. Se il cassone è coperto da teli, nascosto in un vano stretto senza ventilazione, oppure posizionato dove batte il sole dalle 12 alle 17, lavora in condizioni difficili e l’efficienza cala.
Controllate che intorno all’unità ci siano almeno 20-30 cm di spazio libero su tutti i lati. Se ci sono foglie, sporcizia o ragnatele sul frontale, puliteli con un getto d’acqua delicato (non ad alta pressione, per non piegare le alette).
Nelle giornate di caldo estremo, temperature dell’aria esterna superiori a 38-40 °C portano quasi tutti i sistemi a ridurre le prestazioni in modo automatico, per proteggersi dal surriscaldamento. È un comportamento normale, non un guasto.
Il gas refrigerante (di solito R410A o R32 nei sistemi più recenti) è il fluido che trasporta il calore dall’interno all’esterno. Se c’è una perdita nel circuito, il livello scende e l’impianto perde progressivamente la capacità di raffreddare.
I segnali tipici di gas scarico sono: aria che esce tiepida anche con il termostato al minimo, formazione di ghiaccio sull’unità interna o sui tubi del circuito, pressioni fuori range rilevabili con i manometri dal tecnico.
Questa è una riparazione che non potete fare da soli. La ricarica del gas richiede un tecnico certificato F-Gas (il patentino obbligatorio per legge ai sensi del Regolamento UE 517/2014), attrezzatura specifica e, prima della ricarica, la ricerca e la riparazione del punto di perdita. Ricaricare senza trovare la perdita è inutile: il gas si esaurirà di nuovo nel giro di qualche settimana.
Potrebbe essere una questione di gas scarico o di un componente da verificare. Mandaci un messaggio su WhatsApp con il modello del tuo climatizzatore e i sintomi che hai notato: il team di TS Assistenza ti dice subito se è il caso di intervenire e con che urgenza.
💬 Scrivici su WhatsAppOperiamo a Vicenza, Padova e province. Ti ricontatteremo nel più breve tempo possibile.
Sembra banale, ma succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto se si è cambiato il telecomando o si è premuto qualcosa per sbaglio.
Controllate queste impostazioni prima di chiamare il tecnico:
La ventola dell’unità esterna è fondamentale per smaltire il calore. Se è bloccata da un corpo estraneo (foglie, rametti, insetti nidificanti) oppure ha un cuscinetto usurato e gira lentamente, il condensatore non riesce a cedere calore all’ambiente e l’efficienza cade.
Potete verificare visivamente se la ventola gira quando il climatizzatore è in funzione. Se non gira affatto, se gira a scatti o se sentite un rumore anomalo (ronzio, sfregamento), il componente va controllato da un tecnico.
Nei casi meno gravi si tratta di pulire il ventilatore da detriti. Nei casi più seri può essere necessaria la sostituzione del motore o dei cuscinetti, operazione che richiede lo smontaggio parziale dell’unità.
Questa causa è sottovalutata, ma in molti casi è determinante. Il climatizzatore funziona correttamente, ma l’aria fredda prodotta viene costantemente “diluita” da calore che entra dall’esterno attraverso finestre non chiuse, tapparelle alzate, serramenti mal isolati o porte che si aprono spesso.
Un climatizzatore da 9.000 BTU è dimensionato per raffreddare circa 20-25 m² con un isolamento termico adeguato. Se la stanza ha vetri singoli, è esposta a ovest o è un sottotetto, la potenza potrebbe non essere sufficiente nelle ore più calde.
Come verificare: chiudete completamente tutte le aperture e abbassate le tapparelle per 20 minuti. Se la temperatura scende, il problema è l’isolamento, non il climatizzatore. Se non scende comunque, la causa è altrove.
| Sintomo | Causa probabile | Fai da te? |
|---|---|---|
| Aria tiepida, filtri sporchi | Filtri ostruiti | Sì – pulizia filtri |
| Aria tiepida, modalità sbagliata | Impostazione telecomando | Sì – correggere impostazione |
| Aria tiepida + ghiaccio sui tubi | Gas refrigerante scarico | No – tecnico F-Gas |
| Aria tiepida + ronzio unità esterna | Ventola danneggiata | No – tecnico |
| Aria tiepida + unità esterna calda | Condensatore sporco o surriscaldato | Parzialmente – pulizia esterna; se persiste, tecnico |
| Funziona ma non raggiunge la temperatura | Perdita d’aria / undersizing | Sì – migliorare isolamento |
La maggior parte dei guasti estivi si previene con una manutenzione fatta ad aprile o inizio maggio, quando i tecnici non sono ancora oberati. Un controllo completo comprende: pulizia filtri e batteria evaporante, verifica della pressione del gas, controllo elettrico dei componenti, ispezione della ventola esterna e test di funzionamento.
Un climatizzatore manutenuto correttamente consuma fino al 25% in meno rispetto a uno trascurato e raramente si guasta nei periodi di punta estiva, quando i tempi di attesa per un intervento si allungano.
Se l’unità esterna è in funzione e sentite calore dal pannello frontale dell’unità interna, spegnetela e chiamate assistenza. Continuare a far girare un impianto con gas scarso o un componente in avaria può danneggiare il compressore, che è il pezzo più costoso del sistema.
No. La legge italiana (D.Lgs. 26/2013, recepimento del Regolamento UE 517/2014) riserva le operazioni sui gas fluorurati a operatori certificati F-Gas. Chi effettua queste operazioni senza patentino rischia sanzioni da 5.000 a 20.000 euro. Oltre alla questione legale, senza localizzare prima la perdita la ricarica non risolve nulla.
In parte sì. Con temperatura esterna sopra i 38 °C, quasi tutti i sistemi riducono le prestazioni del 15-20% per proteggere il compressore. Se però la differenza è molto più marcata (la stanza non scende sotto i 30 °C nemmeno alle 19:00), conviene fare controllare la carica del gas e le condizioni dell’unità esterna.
Nella metà dei casi un climatizzatore che non raffredda ha filtri sporchi o un’impostazione sbagliata: problemi che si risolvono in cinque minuti senza chiamare nessuno. Per tutto il resto — gas scarico, ventola guasta, componenti elettrici — serve un tecnico abilitato, e prima si interviene, meno rischiate di trovarvi senza aria condizionata nel pieno di luglio o agosto.
Se avete già escluso le cause fai-da-te e il problema persiste, il team di TS Assistenza è operativo a Vicenza, Padova e province.
Scrivici su WhatsApp con il modello del tuo impianto e descrivi il problema: ti diciamo se serve un intervento urgente o se può aspettare qualche giorno. Operiamo a Vicenza e Padova con interventi rapidi anche in estate.
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